L’ALLENAMENTO PERFETTO PER IL CAMPIONATO

FORMA FISICA, TECNICA E PRATICA, TRE PILASTRI FONDAMENTALI

Prepararsi per tempo, allenarsi tatticamente e fisicamente, ridurre il ritmo della pratica al di fuori delle competizioni man mano che si va avanti, conoscere gli avversari.

Nell’affrontare una serie di partite, che siano esse parte di un torneo o di un campionato, non esiste un piano di preparazione prestabilito che possa valere per tutti, eppure alcune raccomandazioni potrebbero aiutarci a programmare meglio i nostri allenamenti con un duplice obiettivo: essere pronti fisicamente e tecnicamente ai match, senza arrivare stanchi e senza forze.

Una buona routine affianca l’allenamento fisico per una maggiore tenuta di fiato e muscoli, alla ricerca del miglioramento tecnico con il proprio istruttore, ma anche a partite amichevoli dove sperimentarsi e misurarsi. Il ritmo dipende non soltanto dal tempo a disposizione, ma anche e soprattutto dalla nostra forma fisica: ciò che conta è che non dovrebbe mancare nessuno dei tre pilastri, altrimenti non raggiungeremo mai il giusto equilibrio per esprimerci al meglio in partita.

Macarena Caballero, giocatrice del WPT

Allenare il fiato e i muscoli è, dunque, fondamentale quanto imparare i giusti colpi; il momento migliore per dedicarci al nostro corpo è la mattina, o anche nella pausa pranzo: prima, comunque, di inserire il padel nella nostra giornata. Sono sufficienti anche soltanto due sessioni a settimana per evitare di andare in sofferenza durante un match, soprattutto se questo si protrae fino al tie break.

Non bisogna poi mai smettere di cercare l’aiuto di un istruttore: anche se ci sentiamo bene con la racchetta in mano, un minimo errore non corretto con il tempo si radica sempre di più. L’allenatore può aiutarci a sviluppare meglio i colpi, ma anche suggerirci tattiche di gioco a partire direttamente dalle nostre esperienze.

Infine, le partite amichevoli sono il terreno perfetto non soltanto per mantenersi costanti nel ritmo di gioco, ma anche per mettere in pratica nuovi insegnamenti e osare. Quando il risultato non è importante, infatti, e siamo liberi dall’ansia di prestazione, dovremmo quanto più possibile cercare di pensare a quello che stiamo facendo: riflettere sulla propria posizione, sulla propria tecnica, chiederci ad ogni errore perché abbiamo sbagliato, ma anche tentare di superarci, sperimentando senza paura nuove soluzioni di gioco.

Potremmo, dunque, mettere insieme una buona settimana di allenamento in vista di una partita di campionato andando a correre un paio di mattine  – affronteremo il tema dell’allenamento fisico nel dettaglio con l’aiuto di un trainer professionista in una delle nostre prossime puntate di Guida al Padel – , prevedendo almeno una sessione tecnica con il maestro e almeno un’amichevole (meglio due). Il tempo medio  da passare sul campo è di un’ora e mezza e attenzione a non eccedere: se siete impegnati in un campionato, dovete dosare le energie e prevenire il logoramento. Ecco perché, ad esempio, un piano di allenamento dovrebbe decrescere di ritmo con l’andare del tempo: all’inizio delle competizioni vi sentirete più energici e in forma, verso la fine del campionato fisiologicamente andrete declinando. Significa che dovrete osservare pause e periodi di recupero leggermente più lunghi.

Un ultimo suggerimento viene direttamente dal campo, sia che ci siate voi, sia che ci sia il vostro futuro avversario: i propri errori vanno riflettuti, quelli dell’avversario studiati e ricordati: come ci ha spiegato Macarena Caballero, giocatrice del World Padel Tour (nella foto, ndr), bisogna lavorare per liberarsi dai primi e imparare a sfruttare i secondi a proprio vantaggio. “Ho l’abitudine di informarmi sempre su dove giocano i miei avversari – ci ha detto – per andare a vederli e capire i loro punti forti e i loro punti deboli. E’ un esercizio fondamentale per preparare una partita”.