Come gestire l’ansia durante una partita di Padel

COME GESTIRE L'ANSIA DURANTE UNA PARTITA DI PADEL

Capita a tutti di trovarsi su un campo da Padel nel bel mezzo di una partita percependo una grande agitazione che fa sentire schiacciati e tutti abbiamo provato sulla nostre pelle che esiste uno “strettissimo rapporto tra l’attivazione e la riuscita di una buona prestazione”.

Fiato corto, battito accelerato, muscoli rigidi. Allora come gestire l'ansia durante una partita di Padel? Comunemente la chiamiamo ansia, ma si tratta in realtà di “uno stato di attivazione psico-fisiologica che risponde agli stimoli esterni e che ci permette di reagire alle situazioni”.

 

GESTIRE L'ANSIA DA PRESTAZIONE

La dottoressa Michelle Castenetto, psicologa e uno degli esperti di Padel4Fun, ci spiega come reagire e trovare il modo di gestire l’ansia durante una partita di Padel:  “a volte – dice - l’agitazione annebbia la mente e non ci permette di essere lucidi durante la prestazione andando ad inficiare il risultato. Le partite che, viceversa, ricordiamo con gioia, saranno quelle in cui ci descriviamo tranquilli e competenti, capaci di avere la situazione sotto controllo”. Nel caso in cui, quindi, ci sentissimo “dormienti” o gli errori gratuiti e forzati stessero segnando l’andamento di una partita, tutto sta nella “capacità di chiudere il pensiero legato all’errore nel tempo di un punto. Questo – sottolineato la dott.ssa Castenetto - ci permette di concentrarci sul punto che affronteremo con una mente libera. In caso contrario quello che succede è di rimanere imprigionati in un errore e di lasciare che questo condizioni i punti successivi, ad esempio facendoci giocare più tesi e meno fiduciosi dei nostri colpi”.

 

L'APPROCCIO GIUSTO

Più in generale, la chiave per imboccare l’approccio giusto, soprattutto quando le cose sembrano mettersi male,  è quella di “tornare con la mente al ricordo di una partita giocata bene: susciterà emozioni positive, di vittoria e di competenza, fondamentali per darci la spinta che serve per dare una svolta al gioco”.

 

SILENZIARE I PENSIERI DISTRAENTI

La serenità sul campo, che si traduce in migliori prestazioni, passa anche attraverso il silenziare i così detti “pensieri distraenti”, come le preoccupazioni della vita professionale e privata, che ci fanno perdere attenzione e reattività. “Il self talk (dialogo interno) è uno strumento utile per dirigere i nostri pensieri – spiega la nostra psicologa -. Quando si viene distratti è bene cercare di tornare con la mente sul campo, lì nel presente della partita. Restare focalizzati sul “qui ed ora”, lasciando fuori dal campo ciò che in quel momento non si può risolvere, ci permetterà di gestire meglio le energie, ma anche di tornare in un secondo momento, con una mente a volte più fresca, al pensiero che ci preoccupa”. 

 

GESTIRE IL VANTAGGIO O SVANTAGGIO

Infine, “anche saper gestire situazioni di vantaggio o svantaggio dipende dalla capacità di affrontare le proprie emozioni, le aspettative e le pressioni. Ci sono persone che per natura affrontano meglio una prestazione se sotto pressione ed altre che riescono meglio quando sentono una pressione distante. In questo caso – conclude la dott.ssa Castenetto - conoscere come funzioniamo al meglio diventa fondamentale: cambiare gli obiettivi per sentirsi più o meno sotto pressione, permetterà al giocatore di sentirsi competente. Di fatto si tratta di comprendere l’equilibrio necessario per noi tra la sfida e le nostre abilità”.